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Verticale di Esegesi 

E poi una domenica ti trovi in casa di amici, quelli che si ritrovano ogni tanto per un motivo preciso: degustare vino, amici per una passione in comune.

Il tema è più che interessante: una verticale di Esegesi vino prodotto da Eugenio Rosi utilizzando uve da Cabernet Sauvignon circa 80% e Merlot. Io questo produttore lo conosco di fama, ma non ho ancora avuto l’onore e l’opportunità di andare a trovarlo per ascoltarlo. Mi chiedo se è un bene o no…se non si conosce il produttore forse è più semplice valutare il vino senza condizionamenti…

Mi dicono che dal 2006 in poi ha fatto un cambio di rotta in cantina eliminando la solforosa e i lieviti aggiunti. La scelta è quella di partire dalle annate più recenti a quelle più vecchie, ci sono 2 scuole di pensiero, partire da quello più giovane per vedere come evolve il vino o partire da quello più vecchio perché è più morbido mentre quello giovane è tendenzialmente più aggressivo in bocca.

Iniziamo quindi con la degustazione:

2011 13,5% : Rosso rubino, naso su frutta matura, floreale, tabacco e minerale. In bocca è fresco di buona beva, morbido e la persistenza volge su note vegetali che ricordano il Cabernet. Equilibrato

2006 14% : Colore aranciato scuro con sedimenti, note di brodo, sottobosco e animale. In bocca non è molto equilibrato e la freschezza è scarsa: mi piacerebbe assaggiare un’altra bottiglia per capire se è stata conservata male o essendo il primo anno di lavorazione senza solfiti e lieviti selezionati sia un’annata di “sperimentazione” a cui sono venute meno le caratteristiche per invecchiare. Nota: da riprovare.

2003 13,5% : Rosso granato, complesso e fine a naso con frutto di bosco, vegetali, spezie, fiori. In bocca affascina l’eleganza e l’equilibrio, bella persistenza fruttata.

2002 : Che sfortuna il tappo ci ha rovinato la degustazione😔

2001 : Con questa annata si discute, inizialmente è molto chiuso ma non solo c’è qualcosa che non va, alcuni di noi sono per i difetti da tappo altri non sono così d’accordo….Proviamo lo stesso la degustazione escono sentori di funghi, sottobosco e legno. In bocca lega tanto sui tannini e la sapidità è lunga. Peccato 😞

2000 : Rosso granato vivo, profumi netti su spezie,tostato,liquirizia,china. In bocca c’è un bel equilibrio e la freschezza è presente, nella persistenza esce un’aromaticità fruttata che a naso non avevo percepito.

1999 : Rosso granato, a naso inizialmente note animali poi si apre con vegetale, sottobosco, frutto, peperone; ampio nei profumi e fine. Morbido con una lunga persistenza sapida è un vino che lascia il segno sopratutto nella piacevolezza. Maturo

1998 : Rosso granato. Nei profumi esce la frutta,spezie, tostato. In bocca una buona acidità mi fa pensare che riuscirà a reggere ancora qualche anno di invecchiamento.

La mia conclusione su questa splendida degustazione: alcune annate come la 2003 e 1999 arrivano a punteggi di ottimo profilo , ma anche le altre non sono molto sotto, complimenti a Eugenio Rosi.

A sorpresa il padrone di casa Michele Girelli ci offre una degustazione alla cieca fuori programma:

Colore rosso porpora, a naso frutto e spezia da legno, in bocca la freschezza e la tannicità lo rendono spostato sulle durezze che con la struttura assicurano un lungo potenziale di invecchiamento.

C’è il sospetto che si tratti di Teroldego infatti è “Luigi” Terodego riserva di Dorigatti 2012.

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Quando il vino diventa passione

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