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Visita alla cantina Hofstätter

Ancora Alto Adige, ancora la zona di Caldaro con un’altra cantina da visitare ed approfondire così la mia conoscenza su questo territorio. Sono accompagnata da Gianluca Azzolini, rappresentante della cantina Hofstätter e veniamo accolti calorosamente da Franz Oberhofer , enologo collaboratore di Martin, proprietario ed enologo della cantina, che ci conduce subito in visita nei vigneti dell’azienda per farci capire meglio la filosofia di quest’azienda.

Josef Hofstätter fonda nel 1907 l’azienda e negli anni trenta compra tre masi sul altipiano di Mazon sopra Egna, di proprietà di Ludwig Barth von Barthenau un chimico viennese che introdusse e piantò in questi masi il pinot nero già nel ‘800, varietà allora sconosciuta in Alto Adige. Paolo Foradori il padre di Martin, sposa una discendente della famiglia Hofstätter, comprende subito che quel territorio è unico e che il suo microclima può dare grandi vini, egli capisce anche che è importante dare risalto al rispettivo maso e alla vigna, infatti è dal 1987 (fra le prime) che la tenuta Hofstätter riporta i nomi delle parcelle sulle etichette del “Barthenau Vigna S. Urbano” Pinot Nero e “Barthenau Vigna S. Michele” Pinot Bianco. Questi due vini rappresentano lo stile di due vigneti della zona di Mazon e il pinot nero diventa il vino bandiera della cantina.

Nel 2016 Paolo Foradori riceve il Premio “Angelo Betti – Benemerito della Vitivinicoltura 2016” per aver saputo interpretare al meglio il pinot nero, un vitigno esigente.

I gewürztraminer provengono invece da vigneti siti a ovest della valle, nella zona di Sella, sopra il paese di Tramin/Termeno: dalle parcelle del maso “Kolbenhof” e del Castello di Rechtenthal, dove i venti serali freschi, i terreni calcareo-argillosi e la protezione dei monti offrono le condizioni ottimali per questa varietà.

Un’altra vigna è lo “Steinraffler”che offre ottimali condizioni al lagrein

Vediamo ora la degustazione:

MÜLLER THURGAU 2016: floreale, minerale e fruttato, in bocca e elegante, sapido e con una buona persistenza.

PINOT BIANCO 2016: vino di buona sapidità e bella beva.

PINOT BIANCO “VIGNA S.MICHELE” 2015: Un anno sui suoi lieviti lo rendono più complesso a naso: mela, pera, fiori, leggera nota di sottobosco; morbidezza e freschezza regalano una piacevole persistenza leggermente amarognola che svanisce lasciando una bocca asciutta e sapida che richiama un altro sorso.

DE VITE 2016 (P.bianco,Sauvignon,Riesling,Müller) : a naso primeggiano i sentori del Sauvignon, in bocca è piacevole e fresco.

CERESETO 2016 (Sauvignon) : fruttato, floreale,minerale; in bocca la freschezza cerca un equilibrio con la morbidezza ed insieme ci lasciano una bocca asciutta su una leggera scia amaricante che richiama un altro sorso.

Ora è la volta dei gewürztraminer e qui voglio spendere due parole di premessa poichè questo vitigno non è fra i miei preferiti, troppo di tutto: troppo profumo, troppo alcol, troppa struttura, spesso troppo pesante; ho assaggiato diversi traminer di cantine diverse, e devo ammettere che l’eleganza e la piacevolezza su una struttura importante ma NON pesante è una peculiarità di questa zona.

GEWÜRZTRAMINER JOSEPH 2016 : profumi puliti di rosa e lichi, in bocca soddisfa senza appesantire.

GEWÜRZTRAMINER “KOLBENHOF” 2015: degustato assieme al 2012 a naso penso che abbia spazio per arricchirsi in complessità, in bocca l’eleganza e l’equilibrio donano piacevolezza già da subito con una freschezza che asciuga mentre la lunga persistenza volge su un’ abboccata aromaticità.

GEWÜRZTRAMINER “KOLBENHOF” 2012: giallo dorato, a naso: floreale di rosa, lichi maturi, miele, spezie dolci. La sapidità contrasta l’alcol in un gioco di equilibrio dove emerge la morbidezza e l’eleganza regalando una lunga persistenza floreale.


PINOT NERO “RISERVA MAZON” 2013: frutto rosso croccante con speziatura delicata e nota floreale e vegetale. In bocca è elegante, equilibrato con una buona persistenza fruttata, riesce ad emozionarmi è fra i migliori Pinot nero del Alto Adige che ho degustato.

PINOT NERO “BARTHENAU VIGNA S.URBANO” 2005: Qui purtroppo non ho il tempo necessario per aspettare questo vino che si apre con calma, passo quindi in bocca dove la freschezza lo rende ancora scalpitante su un eleganza e un equilibrio da meditazione…

http://www.hofstatter.com/it 

 

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Quando il vino diventa passione

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